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Corso di Laurea Triennale in Assistenza Sanitaria

Progetto di Cooperazione Sanitaria Internazionale

Nell’ambito della convenzione tra Università di Firenze e il Convenio della Città di Camiri (Santa Cruz, Bolivia), il Corso di Laurea in Assistenza Sanitaria e la Clinica Malattie infettive di Careggi sono partner del progetto “Miglioramento della qualità e dell’adesione al programma nazionale di Pap Test”.

I partner che partecipano sono:

  1. Università degli Studi di Firenze
    Referenti Prof. Alessandro Bartoloni (alessandro.bartoloniATunifi.it), Marianne Strohmeyer (marianne.strohmeyerATunifi.it)
  2. Corso di Laurea di Assistenza Sanitaria
    Referente Dott.ssa Maria Del Carmen Martinez (mariadelcarmen.martinezATunifi.it)
  3. ASSOCIAZIONE PATOLOGI OLTRE FRONTIERA (APOF)
  4. INSTITUTO ONCOLÓGICO DEL ORIENTE BOLIVIANO (IOOB)
  5. ASAMBLEA DEL PUEBLO GUARANÍ (APG) Organización indígena del Chaco Boliviano
  6. TEKO GUARANÍ Radio indigena
  7. CONVENIO MINISTERIO DE SALUD
  8. TEKOVEKATU Scuola tecnica pubblica di formazione del personale sanitario

 

La Bolivia è uno dei paesi meno sviluppato dell’America Latina, che conta circa 10.5 milioni d’abitanti con un’età media di circa 22 anni, è uno stato giovane, con più del 35% della popolazione sotto i 15 anni e solo il 7% della popolazione maggiore di 60 anni. La speranza di vita alla nascita è di 67 anni (65 M - 69 F). Il tasso di fecondità si aggira infatti intorno ai 3,8 figli per donna a livello nazionale raggiungendo i 5 bambini nelle zone rurali.

La regione del Chaco raggiunge i 378.000 abitanti distribuiti in 16 province, la più grande è la provincia Cordillera situata nel sud del Dipartimento di Santa Cruz. La superficie è di approssimativamente 86.000 km2.

La popolazione è prevalentemente rurale e organizzata in comunità ed è caratterizzata da profonde differenze socioeconomiche che si riflettono in una struttura eterogenea in cui la povertà raggiunge il 75% dell’Indice di Sviluppo Umano (IDH), dovuto a bassi livelli di educazione e redditi scarsi. Nell’area del Chaco funzionano strutture del sistema sanitario boliviano, con attività preventive e assistenziali di base.

Nel territorio del Chaco le comunità Guaranì hanno grandi difficoltà di accesso ai servizi a causa della mancanza di mezzi di collegamento in un territorio così vasto e della scarsità di personale specializzato. Nelle comunità rurali la popolazione vive in capanne senza acqua corrente e elettricità e l’economia locale si basa essenzialmente sull’agricoltura e l’allevamento di animali da consumo.

Nel contatto con la gente del posto si percepisce la mancanza di consapevolezza dei proprio diritti e dei benefici che, seppur scarsi, vengono offerti loro grazie alle nuove politiche di salute e dei programmi per la tutela delle comunità.

Un ruolo fondamentale in questo processo ha visto la presenza dei missionari francescani italiani (padre Tarcisio Ciabatti) che da anni sostiene attività di promozione e sviluppo umano della popolazione indigena e che in seguito al lavoro svolto è giunto nel 1982 alla firma di una “Convenzione” di collaborazione con il Ministero della Sanità boliviano, vigente nella regione di tutto il Chaco Boliviano.

In Bolivia il tumore del collo dell’utero presenta il tasso di mortalità più alto dell’America Latina con 1831 casi nuovi nel 2002. E’ il tumore più frequente nelle donne del paese tra i 25 e 64 anni d’età, con un’incidenza di 151.4 per 100.000. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS 2004) ogni giorno muoiono 4-5 persone a causa di questa patologia. La sopravvivenza a 5 anni è del 10%.

Dati provenienti da studi di fattibilità realizzati nel 2013/2014 in due municipi (Gutierrez e Charagua) confermano la bassa partecipazione delle donne al Pap-test, dovuta tra altre cause a fattori culturali e mancanza di informazione ed educazione, oltre ai limiti organizzativi dati dalla disponibilità di scarse risorse economiche e mancata formazione degli operatori sanitari.

Il progetto si prefigge il miglioramento della qualità e dell’adesione al programma nazionale per lo screening del tumore del collo dell’utero e della qualità del servizio nell’area rurale del Chaco boliviano. In generale i punti chiave del progetto sono:

- Appoggio alla consapevolezza del ruolo della donna per la salute delle comunità rurali di etnia Guaraní (gruppo vulnerabile)

- Sostegno al programma nazionale di prevenzione, controllo e follow-up del tumore del collo dell’utero nel Chaco boliviano

- Diminuzione del rischio delle donne di sviluppare il tumore o altre lesioni al collo dell’utero

Nello specifico verranno curati:

a) Analisi dell’adesione allo screening preventivo del tumore del collo dell’utero tramite Pap-test negli anni 2006-2014 tra le donne Guaraní (età 25-64) in comunità rurali selezionate del Chaco boliviano

b) Realizzare una campagna informativa-educativa-comunicativa (IEC) sulla salute delle donne, le malattie sessualmente trasmesse e la prevenzione del tumore della cervice uterina, con riguardo particolare alle comunità rurali di etnia Guaraní

c) Creare una rete organizzativa multidisciplinare per ottenere il maggior numero di donne che accettano di sottoporsi al Pap-test, che ricevono la risposta del test effettuato e che possono continuare il trattamento in caso di positività (lesioni sospette o pre-invasive)

d) Migliorare la preparazione del personale sanitario/tecnico coinvolto nella prevenzione del tumore del collo dell’utero a tre livelli (studenti, personale sanitario in loco, personale medico/tecnico esperto), tramite Pap-test e presentazione di altre metodologie (vaccinazione contro il Papilloma Virus umano (HPV), diagnosi molecolare delle infezioni da HPV mediante amplificazione genica)

e) Informare e sensibilizzare le autorità municipali e le organizzazioni sociali sul tumore del collo dell’utero per ottenere una loro partecipazione attiva

f) Cercare possibili fonti di pagamento per il trattamento dei pazienti con tumore invasivo diagnosticato (casi avanzati), in quanto non coperto dal sistema nazionale sanitario.

La nostra scelta è sostenere lo screening citologico con Pap-test, con particolare riguardo alle donne indigene di etnia Guaraní delle comunità rurali, in quanto si tratta di una metodica a basso costo e quindi sostenibile per i paesi in via di sviluppo, cercando di migliorarne la sensibilità, formando tecnici capaci con un laboratorio di anatomia patologica efficiente, creando professionalità e diffondendo a tutti i livelli una corretta informazione.

Tre saranno le principali attività:

  1. Analisi dell’adesione allo screening preventivo del tumore del collo dell’utero tramite Pap-test tra le donne Guaraní (età 25-64) in comunità rurali selezionate del Chaco boliviano
  2. Realizzare campagna informativa-educativa-comunicativa (IEC) sulla salute delle donne, le malattie sessualmente trasmesse e la prevenzione del tumore della cervice uterina, indirizzata in particolare al gruppo vulnerabile delle donne di etnia Guaraní delle comunità rurali, approccio antropologico-sociale
  3. Creare una rete organizzativa multidisciplinare per ottenere il maggior numero di donne che accettino di sottoporsi al Pap-test, che ricevono la risposta del test effettuato e che possono continuare il trattamento in caso di positività (lesioni sospette o pre-invasive)

Le attività si articoleranno in più fasi

Prima Fase: Sensibilizzazione

  • Censimento numero donne
  • Incontro autorità politiche
  • Incontro rappresentanti comunità Guaranì
  • Incontro con coppie
  • Incontro con donne e introduzione della vaccinazione per HPV come metodo sicuro di prevenzione
  • Campagna informativa tramite radiofonici (TEKO GUARANì)
  • Preparazione materiale informativo

Seconda Fase: Formazione

  • I livello (organizzativo): medici ed infermieri responsabili dei prelievi
  • II livello : standardizzazione tecniche di prelievo
  • III livello: studenti della Scuola di Sanità Pubblica TEKOVEKATU.
    Programma:
    Il tumore al collo dell’utero, sviluppo, conseguenze.
    Fattori di rischio e prevenzione.
    Analisi sulla insufficiente adesione al programma nazionale
    Identificazione della popolazione a rischio e pianificazione
    Principi di counseling e comunicazione
    Approccio con la popolazione, metodologia d’intervento
    Esercitazione e simulate sull’approccio con la popolazione locale

Terza Fase

  • Corso di colonscopia per medici e anatomopatologi dell’istituto oncologico Santa Cruz per migliorare le procedure, al fine di una diagnosi esatta delle lesioni del collo dell’utero
  • Sviluppo tecniche biomolecolari

 

Si considera che il settore avrà come beneficiari un insieme stimabile in circa 20.000 persone, di cui almeno la metà saranno direttamente oggetto delle molteplici azioni informative, di aggiornamento, formazione e revisione organizzativa previste, e che pertanto beneficeranno di una rafforzata qualificazione professionale e di un migliorato contesto gestionale. Tutto ciò andrà a incidere positivamente sulla struttura sanitaria in generale, insieme al lavoro più ampio con il Ministero della Salute boliviano che potrà quindi estendere i suoi benefici all’intera popolazione boliviana, una volta compiuto il processo.

La durata prevista è di 3 anni, durante i quali le varie attività serviranno a sviluppare un progetto pilota. In caso di esito positivo e di raggiungimento dei principali obiettivi, il progetto sarà prtolungati e i risultati saranno presentati alle autorità locali e all’Istituto Oncologico di Santa Cruz per il proseguimento della programmazione dello screening.

 
ultimo aggiornamento: 12-Nov-2015
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